mercoledì 11 aprile 2012

Si ritorna alle urne: Meda

Tra poco meno di un mese numerosi di voi, cittadini di Meda, Cesano Maderno e Lentate sul Seveso, sarete chiamati alle urne per eleggere il sindaco. Cerco di fare un pò di chiarezza.
A Meda si esce da cinque anni di giunta pressochè monocolore leghista di Giorgio Taveggia, che si ricandida  ancora per la quarta volta, a sfidarlo ci sono Bruno Molteni per il Pdl, medico noto in città, Gianni Caimi, ex infermiere in pensione, per il centro-sinistra, sostenuto da Pd, Idv, lista civica Sinistra e Ambiente, Wilma Galimberti, sostenuta dalla lista "Con Buraschi per Meda", gli altri sono Flavio Agostoni e Vermondo Busnelli. QUI e QUI  per maggior informazioni.
Tra le iniziative in programma per la campagna elettorale segnalo  l'incontro che il Partito Democratico di Meda organizza con Rosy Bindi per venerdì 13 aprile alle ore 17.15 presso il CFP Terragni, e soprattutto la serata di martedì 17 aprile alle ore 21, quando presso la Sala Consiliare sarà mostrato il documentario "40 passi, la verde Brianza e la città infinita", a cura di Andrea Boretti, sul consumo di suolo in Brianza; dopo la proiezione interverranno tra gli altri Gianni Caimi, Gigi Ponti, segretario del Pd di Monza e Brianza, nonchè candidato sindaco a Cesano Maderno e il consigliere regionale Pippo Civati.
Per mercoledì 18 aprile alle ore 21 è organizzato il faccia a faccia tra tutti i candidati sindaco presso l'aula magna della scuola "Anna Frank", in via Giovanni XXIII.

Giorgio Barison

martedì 10 aprile 2012

Uomini di dio

Un piccolo gruppo di monaci francesi vive con calma e serenità sulle pendici dei monti a Tibhirine in Algeria. Quando un gruppo terrositico infiamma il clima della zona. Prima dei civili, poi cittadini croati vengono uccisi barbaricamente.
Il monastero è un punto di riferimento fondamentale  per il piccolo villaggio, un baluardo di civiltà, di pace, di fratellanza.
I monaci,  otto per la precisione, sono guidati da Padre Christian, che è molto restio a permettere una difesa militare del monastero, così proseguono nelle loro attività di tutti i giorni: l'orto, la preghiera, le messe, il centro medico aperto a tutti.

Il loro animi si fanno sempre più cupi, padre Christophe teme per la sua vita, così come altri, la tensione in tutta la regione è molto alta, il prefetto invita i monaci ufficialmente ad abbandonare il monastero e a tornare in Francia, ma il loro rifiuto è secco. La brutalità umana non si fermò nemmeno di fronte alla preghiera.

Uomini di Dio è un film del 2010, vincitore del Gran Prix al Festival di Cannes e grande successo al bottheghino rancese. Un film lontano dai fasti, quieto nei suoi protagonisti, un piccolo gruppo di monaci, in un Paese ex colonizzato, l'Algeria. Una vicenda, poco nota, ancora con diversi punti interrogativi, che fa riflettere in modo inedito. La fede continua ad essere un baluardo sempre, un rifugio sicuro contro la violenza. Non esiste un solo Islam, ma diversi modi di intenderlo.

Voto: 7.5
Giorgio Barison

domenica 8 aprile 2012

Pensiero politico n2

L'uscita dalla politica di Umberto Bossi che segue di pochi mesi  quella di Silvio Berlusconi mi porta a delle riflessioni significative. E' finito un certo periodo della politica italiana. Umberto Bossi da un lato segretario della Lega Nord dal 1989 si è dimesso nei giorni scorsi, in seguito alle inchieste giudiziarie legate alla gestione economica del tesoriere Francesco Belsito, Silvio Berlusconi prima a luglio del 2011 aveva incaricato Angelino Alfano come segretario del Pdl, poi lo scorso novembre si è dovuto dimettere da presidente del consiglio.
E' il modo di fare politica nelle regioni del nord che è stato "bocciato", o meglio dire ha concluso il suo ciclo di vita, un modello basato sulla personalità del capo e sulle "amicizie", un modello che non ha portato i frutti sperati, chi il federalismo e chi la rivoluzione liberale. Un modello troppo legato al territorio e quindi incapace di avere un appoggio da tutta la nazione, ma solo da una parte.
Lega Nord e PDL ci saranno ancora nei prossimi mesi e anni, ma qualcosa dovrà per forza cambiare, i loro stessi militanti chiedono a gran voce un cambiamento nel modo di fare politica e una maggiore rappresentatività. Il vuoto che in parte lasceranno nei prossimi mesi sarà a disposizione dei partiti....
QUI un interessante editoriale di Ernesto Galli Della Loggia

Giorgio Barison

venerdì 6 aprile 2012

Tutto cambia, niente cambia.

Oggi sono tre anni dal terremoto che colpi L'Aquila. Erano le 3.32 del 6 aprile del 2009 quando un terremoto del grado 5.9 della Scala Richter colpì l'Abruzzo, in particolare l'area intorno a L'Aquila, provocando 308 morti.
La situazione della ricostruzione è in pessime converno Berlusconi, ma il centro storico e i comuni sono fermi a tre ani fa, non sono stati ancora liberati dal maceridizioni, sì sono state costruite centinaia di nuova abitazioni, rientranti nel progetto  C.A.S.E. del precedente governo. Per citare dei numeri nel centro storico de L'Aquila sono stati rimossi solo 211 mila tonnellate di macerie su 4 milioni, nel resto dell'area solo il 27% dei 1842 beni artistici, tra Chiese e palazzi. sono oggi agibili. vedi QUI
Si è preferito ricostruire da zero anziché provare a recuperare quello che c'era già, una generazione si è fermata, uomini donne e giovani sono senza un centro, senza un cinema, senza delle strade dove poter passeggiare, ricordiamoci tutto questo in questa giornata.
Oggi l'Aquila è una città fantasma.


Giorgio Barison

martedì 3 aprile 2012

Romanzo di una strage

La strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969, l'inspiegabile morte di Tullio Pinelli e l'omicidio del commissario Calabresi Calabresi. Queste sono le tre scene madri su cui si sviluppa, inizia e finisce il film, è storia, non è materiale inedito.
Marco Tullio Giordana torna al cinema per raccontare la storia del nostro Paese, come aveva fatto già  ne "I cento passi" e ne "La meglio gioventù", senza timore, vuole offrire a noi una verità.
Questo è un film molto più spinoso rispetto agli altri due citati, fin dall'inizio, la verità tuttora su Piazza Fontana non si conosce ufficialmente, colpevoli in Cassazione non ci sono stati, decine di indagati, ma nessun colpevole. La strage di Piazza Fontana e la morte di Pinelli sono due episodi nella memoria di ciascuno di noi, anche se non presenti, tutti ci siamo fatti una idea.
Un film che vuole raccontare molto, fose troppo, proprio per questo rischia di raccontare troppo, senza riuscire a fare centro. Il film si espone e molto, basandosi liberamente al libro di Paolo Cucchiarelli "Il segreto di Piazza Fontana": una parte dello Stato avrebbe operato contro lo Stato, collaborando una estremisti di destra con l'obiettivo di far ricadere la colpa della strage di Piazza Fontana sugli anarchici milanesi.
Valerio Matrandea e Pierfrancesco Favino hanno in questo film le loro migliori interpretazioni, due uomini veri, reali fino in fondo, con una profonda relazione di rispetto per i propri ruoli, ma non nemici, uno uomo dello Stato rimasto solo, l'altro, anarchico contro la violenza, morto inspiegabilmente, io faccio ancora fatica a credere al suo suicidio.
Forse dopo 43 anni era giunto proprio il momento di vedere rappresentata al cinema questa pagina di storia. Ma la verità non la sapremo mai, ci è stata nascosta.

Voto: 8

Giorgio Barison

lunedì 2 aprile 2012

Liceo Marie Curie....

La Fondazione Agnelli ha operato negli ultimi mesi una ricerca  al fine di ottenere una classifica di merito di tutte le  scuole superiori della Lombardia, in riferimento ai licei e agli istituti tecnici, gli istituti professionali non sono stati considerati in quanto indirizzano maggiormente all'ambito lavorativo. In totale sono state valutate 453 scuole.
I dati sono molto interessati, usciti oggi sul Corriere della sera Milano, vedi QUI, dicono come gli istituti di provincia ottengono risultati migliori di quelli delle grandi città in media. Per valutare in modo assoluto ogni istituto sono stati considerati i risultati ottenuti nel primo anno di università dai diplomati di ciascun istituto, i dati complessivi si riferiscono ai diplomati del 2006.
Con soddisfazione ho potuto rilavare come il "mio", o meglio dire "nostro", Liceo "Marie Curie", si è classificato all'undicesimo posto assoluto, per i licei scientifici al quarto posto, mentre per i classici al terzo; un risultato davvero considerevole, registrando una percentuale maggiore dell'80% di studenti che proseguono gli studi dopo il diploma di maturità.

Giorgio Barison

domenica 1 aprile 2012

80 anni per un grande firma

Oggi 1 aprile, tra le diverse ricorrenze, è il compleanno numero ottanta di Ettore Mo, per chi non lo conosce, è uno dei più importanti inviati di guerra del giornalismo italiano, ancora in attività per il Corriere della Sera.
Un personaggio raro di questi tempi, non ci racconta le vicende di palazzo a Roma e dell'economia, lui va all'origine di tutto, in posti lontani e scomodi, (Iran, Afganistan, Iraq, Niger, America del Sud), guardando con i propri occhi ogni situazione, oggi come trentanni fa. Iniziò come inviato speciale nel 1979 nell'Iran di Khomeini e ora, anche se ufficialmente in pensone continua a scrivere, o meglio a viaggiare nel mondo alla ricerca di storie da pubblicare. L'ultimo viaggio, in  Niger, è uscito proprio oggi sul Corriere.

Legato ad Ettore Mo possiedo un anedotto che ricordo con semplicità: una mattina di metà giugno di qualche anno fa mi trovavo in un bar in Via Solferino a Milano, (via dove si trova la sede del Corriere), quando vidi questo uomo evidentemente anziano, con una chioma di capelli bianchi, minuto, ossuto, ma dall'aspetto forte, con una grande mantella grigia, mentre sorseggiava un caffè, era Ettore Mo.
Mo continua il tuo viaggio, per fare viaggiare anche noi.
Giorgio Barison