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lunedì 28 gennaio 2013

The history boys

The history boys (Gli studenti di storia) è una delle ultime opere uscite dalla magica penna di Alan Bennett, scrittore classe 34'. E' una commedia teatrale scritta nel 2004 e subito messa in scena a Londra al National Theatre, lo stesso cast dopo le numerose repliche ne ha tratto un film sempre per la regia di Nicholas Hytner. 
In Italia Elio De Capitani e Ferdinando Bruni nel dicembre del 2010 lo hanno messo in scena per il Teatro Elfo Puccini di Milano, da allora ha fatto registrato centinaia di repliche sold-out e la vittoria di tre premi Ubu per il teatro, tanto che dopo tre anni è ancora in giro per l'Italia. A questo proposito in queste settimane è in Lombardia, a inizio gennaio a Monza e due giorni fa a Saronno al Teatro Giuditta Pasta dove sono stato. Così dopo aver letto con attenzione il libro per immedesimarmi al meglio nel clima ho potuto assistere ad una commedia molto piacevole, anche drammatica in certe scene, per nulla banale e decisamente fuori dagli schemi; dove due filosofie di insegnamento, quelle di Hector (De Capitani) e di Irwin ( Marco Cacciola), il maestro e il giovane alle prime armi, si incontrano per lo stesso fine il successo degli studenti, in una realtà sociale dove i professori sono grandi figure che lasciano un segno nella memoria dei giovani. Uno spettacolo unico che colpisce per la sua ironia e crudezza.

The history Boys
Regia di Elio De Capitani e Ferdinando Bruni, con Gabriele Calindri, Marco Cacciola, Debora Zuin e Elio De Capitani. In tournee fino al 14 aprile 2013.

Giorgio Barison

giovedì 13 dicembre 2012

Alice Underground

A volte succede che aspetti un evento, un incontro, una data e ti immagini come sarà, questo ho fatto anche per Alice Underground, e così dopo essere stato ieri a teatro sono rimasto interdetto da quanto la mia immaginazione era lontana dalla realtà, non sapendo alcuni dettagli di questa rivisitazione. Punto sui dettagli, perchè lo dico subito lo spettacolo mi ha convinto, ma non troppo nel complesso, con alcune punte di originalità.
Proseguendo sono ammirevoli le innumerevoli trasformazioni dei soli tre attori in scena, oltre ad Alice naturalmente, maschere fisiche e di abito, che sorprendono ogni volta l'inerme spettatore e poi le illustrazioni dei due registi qui diventate sfondo in video animati, questo l'escamotage scelto per riuscire a rappresentare gli svariati scenari di Alice.
Le celebri filastrocche del libro qui sono diventate canzonette, pop e rock, che ricordando i Beatles ( il magico finale è loro con Octopus's garden), i Roxy Music e i Rolling Stones, creando un effetto straniante che non sono riuscito va comprendere appieno, sono a volte troppo fuori tema.
In definitiva  una rivisitazione coraggiosa che prova a trasferire ai giorni nostri la piccola Alice di Carroll tra alti e bassi, un coraggio che merita lo stesso di essere premiato.

Alice Underground Teatro Elfo Puccini Sala Fassbinder fino al 31 dicembre.
Regia di Francesco Frongia e di Ferdinando Bruni con Ida Marinelli, Elena Russo Arman, Ferdinando Bruni e Matteo De Mojana.


Giorgio Barison

giovedì 1 novembre 2012

La discesa di Orfeo

Una vera tragedia così si potrebbe riassumere La discesa di Orfeo.
La discesa di Orfeo è l'ultimo spettacolo teatrale a firma di Elio De Capitani, che vede in scena oltre allo stesso regista, Cristina Crippa, Edoardo Ribatto, Elena Russo Arman e Luca Toracca tra gli altri, in un grande cast corale.
Dal titolo c'è un doppio riferimento prima alla tragedia greca di Orfeo e poi all'opera omonima del 1956 di Tennesee Williams. E' una vicenda di base semplice, racconta di un piccolo negozietto in un paesino sperduto dell'America del sud negli anni 30', qui passano e scorrono le vite turbolente di molti, a guidare tutto c'è Lady (Cristina Crippa), moglie del proprietario del negozio, ora in pessime condizioni di salute.
Un giorno arriva in negozio Val (Edoardo Ribatto), un giovane vagabondo con chitarra e giacca di pelle di serpente dall'aspetto molto avvenente, in cerca di lavoro e fortuna. Tra Val e Lady sorge una relazione adulterina lasciata solo intuire.
Ma la violenza e la forza bruta incombono e sopprimono ogni amore. Sì, è la violenza l'elemento prevalente, quella dei cani dello sceriffo, quella dell'incendio in cui perde la vita il padre di Lady, la violenza con cui è minacciato Val e infine quella di cui è vittima Lady.
Una dramma vero che necessità di diverse riflessioni, e non commenti a caldo, uno spettacolo teatrale complesso e meta-teatrale, dove gli attori, adoperano il metodo dello straniamento, divengono narratori di se stessi e non solo, declamando le didascalie della vicenda al pubblico.
La discesa di Orfeo Teatro Elfo Puccini Sala Shakespeare in scena fino al 4 Novembre.


Giorgio Barison

giovedì 18 ottobre 2012

Rosso

Ieri sera sono tornato a teatro. Per assistere a Rosso, per la regia di Francesco Frongia, al teatro Elfo Puccini di Milano. Lo spettacolo era allestito presso la Sala Fassbinder, la seconda in ordine di grandezza, un sala in miniatura, 208 posti, senza un vero sipario, una vicinanza estrema tra il pubblico e gli attori, in prima fila mi trovavo a pochi centimetri dagli attori.
Una scena dello spettacolo. copyright Luca Piva.
Tornando allo spettacolo, il Rosso di Mark Rothko è solo un mero pretesto per parlare sì di pittura, ma anche di molto altro, un conflitto generazionale tra il pittore e il suo assistente, in un crescendo vertiginoso. Il passato e il futuro nella narrazione si scontrano pericolosamente fino a far riflettere il vecchio e viceversa.
Due protagonisti assoluti Ferdinando Bruni (Mark Rothko) e Alejandro Bruni Ocana (l'assistente), due protagonisti sono più che sufficienti  per questa rappresentazione teatrale che fa ridere in modo drammatico, rapida nei suoi tempi, "solo" 85 minuti, ma decisamente convincente. Il teatro italiano è anche questo.

Giorgio Barison