martedì 10 gennaio 2012

Jenium

Jenium è un social network atipico, un social network che vorrebbe mettere in comunicazione i richiedenti lavoro, le istituzioni universitarie, i centri di formazione e le aziende. Un social network nuovo, aperto da circa un anno, creato da un giovane di Merate, Giorgio Cavalli. Questo è il sito http://www.jenium.it/login.php registrarsi è davvero semplicissimo, anch'io ho provato iscrivendomi, usandolo si acquisisce dimestichezza in poco tempo. Il progetto si è sviluppato in particolare nelle province di Lecco, Como e Monza e Brianza.
Jenium è un nuovo modo per cercare e offrire lavoro, ed  tutto completamente gratuito, davvero, non credete che sia una fregatura, l'obiettivo di questo nuovo social network è permettere una ricerca più rapida di lavoro, nulla più.

Giorgio Barison

domenica 8 gennaio 2012

Mario Monti in tv

Stasera Mario Monti è stato ospite su Raitre, a "Che tempo che fa", trasmissione deliziosa, che seguo. L'intervista, potete vederla qui, in sè, è stato un'evento, per la prima volta, se non erro, l'attuale presidente  del consiglio presenziava ad una trasmissione televisiva e si confrontava con il conduttore, ammetto che Fabio Fazio è abbastanza debole con l'intervistato, ha lasciato parlare molto il suo intervistato, senza incalzarlo a dovere. Ho seguito l'intervista, e posso dire che ora abbiamo al governo una persona seria, che quello che sta trascorrendo è un momento particolare e unico, in cui cercherà di migliorare le condizioni economiche critiche italiane, senza pensare a vantaggi personali, non ha intenzioni di candidarsi alle prossime elezioni. Una persona seria, così è sembrata, una persona forse fin troppo sobria, in ufficio fino al pomeriggio del 31 dicembre, ma va bene così, l'Italia aveva bisogno di un cambiamento della rotta. Non mi sono piaciute tutte le manovre e le scelte fatte dell'attuale governo, ma alcune sì. L'aspetto esteriore a volte, non è tutto, conta di più altre volte il proprio operato politico e non essere bravi a fare veloci promesse a mezzo televisivo.
Per risolvere le questioni ci vuole più di qualche secondo, c'è bisogno di riflettere prima di agire, così pensa Mario Monti, ottime parole.
Il lavoro è ancora lungo, ma l'atteggiamento è dei migliori, il metodo di lavoro è importante, è ora di agire rapidi e convinti.

Giorgio Barison

venerdì 6 gennaio 2012

J.Edgar

Esagerato. Infallibile. Due aggettivi che potrebbero riassumere un personaggio così complesso e articolato come J.Edgar Hoover, creatore del FBI, di cui è stato direttore dal 1928 al 1972. Clint Eastwood ci offre una biografia curata, ma imperfetta, la vita di Hoover è piena di insidie: il rapporto  morboso con la madre, l'odio verso un nemico, il rapporto con la sua segretaria Helen Gandy e con il suo braccio destro Cyde Tolson
Il film è raccontato con numerosi flashback in classico stile hollywodiano, iniziò "Pulp Fiction", siamo alla fine della sua carriera e Edgar (Leonardo DiCaprio) prova a raccontare la sua vita ad un assistente, questo è il pretesto per raccontarci la sua storia. Con un padre debole, una madre fortissima che gli inculca insegnamenti duri e puri, si deve essere forti e farcela, così la sua balbuzie viene non sconfitta ma confinata, la sua velata omosessualità viene in ogni modo condannata dalla madre, "meglio un figlio morto, che un figlio gerbera ( indicava omosessuale nel film). Altro grande tema è il nemico, Edgar per tutta la vita ha cercato un nemico, prima i bolscevichi, i comunisti, negli ultimi anni fece spiare anche Martin Luther King, il suo era un bisogno assoluto di un nemico, sempre e comunque. Per il resto della vita Edgar non potrà essere quello che avrebbe voluto, mostrandosi come un uomo a due facce, la prima preponderante forte, non può mai fermarsi, deve avere tutto e sempre, un puritanesimo estremo, e l'altra faccia solo, senza amici, ne compagne, il suo unico Cyde Tolson (Armie Hammer), suo braccio destro, a cui non si può mai concedere. Edgar e Cyde rimangono per quasi mezzo secolo a fianco a fanco, uno senza l'altro non potrebbero stare, così fino alla fine.
Un fiilm sulla privazione.

Eastwood ci offre un buon film, ma in diversi momenti senza ritmo, tensione, un trucco forzato per i protagonisti per i flashback che nel caso di Tolson e della signorina Gandy (Naomi Watts) a mio avviso è di pessima qualità, ciò fa perdere molto, la prestazione di Di Caprio è da segnalare in positivo, anche solo per il coraggio di cimentarsi in un uomo così controverso. Non basta un'ottima biografia per fare un'ottimo film.

Voto:7

Giorgio Barison

giovedì 5 gennaio 2012

Vittoria al caucus

Il 2012 appena iniziato ci porterà diversi eventi significativi, le Olimpiadi di Londra, gli Europei di calcio di Polonia e Ucraina, in ambito sportivo,  in ambito politico invece le elezioni presidenziali in Francia e in Usa, è proprio di queste ultime che vorrei parlare.
Le elezioni in Usa prevedono un complesso meccanismo di scelta dei candidati dei due schieramenti, in questo tornata solo per parte repubblicana, infatti Barack Obama, attuale presidente è già sicuro della ricandidatura per il Partito Democratico.
Rick Santorum vera sorpresa delle primarie in Iowa.
Nel campo repubblicano i giochi sono iniziati il 3 gennaio in Iowa, piccolo stato agricolo della profonda America, i maggiori candidati erano Mitt Romney, Ron Paul, Michele Bachmann, Newt Gingrich e Rick Santorum, sorpresa dell'ultimo momento. Dopo un lungo testa a testa ha vinto di soli otto voti Mitt Romney, mormone, di posizioni moderate, forse troppo per la destra americana, su Rick Santorum, 51  di origini italiane, suo nonno partì da Riva del Garda negli anni 20'. Il partito repubblicano per ora sembra abbastanza diviso tra una componente ideologica estrema e un'altra moderata, la prima vede come riferimenti Santorum e Paul, l'altra Romney.
La corsa delle primarie repubblicane proseguirà adesso il 10 gennaio con l'appuntamento in New Hampshire.

Giorgio Barison

martedì 3 gennaio 2012

I migliori film del 2011


Da profano del cinema provo a proporvi una mia top ten dell'anno appena concluso, considero i film usciti in Italia dal 1 gennaio al 31 dicembre 2011:


1. Drive di Nicolas Winding Refn; atteso, voluto e visto, questo film mi ha folgorato, un protagonista che ha fatto diventare Ryan Gosling l'attore sulla cresta dell'onda del 2011, una violenza tarantiniana. Perfetto.

2. The Artist di Michel Hazanavicius; visto da pochissimo, ma amato, senza parole, ricco di significato. Per cinefili.

3. "Midnight in Paris" di Woody Allen; che torna al cinema come ogni anno con un film splendido, questa volta ci dona il sapore della Parigi degli anni 20 e di un clima culturale che non c'è più.

4. "This Is England", la più bella scoperta del 2011, uscito dopo diversi anni, è del 2006, spaccato storico dell'Inghilterra durante la guerra delle Falklands.

5. "This must be the Place" di Paolo Sorrentino, esordio in lingua inglese per Sorrentino, Sean Penn alla ricerca di un criminale nazista, buon prodotto, poteva venire un risultato migliore.

6. "The tree of Life" di Terence Malick, il grande maestro del cinema torna dopo sei anni e si porta a casa la Palma d'oro, un film che è un manifesto del cinema, sperimentale.

7.  Super 8 di JJ Abrahms, un gruppo di ragazzini alle prese con una macchina da presa e un mostro alieno, con un tocco di Spielberg, emozionante.

8. Terraferma di Emanuele Crialese, l'immigrazione a Lampedusa nel 2011 raccontata  da uno dei migliori registi italiani in circolazione, forse un pò troppo autoriale.

9.  "Hapemus Papam" di Nanni Moretti. Non è il Moretti del Il Caimano, ma ci offre un discreto prodotto, che pone domande più che risposte, con una vicenda per i critici troppo fuori dagli schemi.

10. "Sucker Punch" di Zack Snyder, film visionario, altre parole non servono.

Giorgio Barison

lunedì 2 gennaio 2012

Addio Moronera

Il  Bosco della Moronera è uno dei più grandi boschi di pianura, ha una superficie complessiva di 100 ettari tra i comuni di Lomazzo, Rovellasca, Turate, Cirimido e Cascina Restelli, frazione di Limido Comasco. Il bosco quanto tale ufficialmente non è riconosciuto, non è delimitato, è di proprietà privata, anche se non è recintato e chiunque può entrarvi. Ne parlo perchè oggi questo bosco, grande quanto 100 campi da calcio, è in grande pericolo, come potete vedere dalle immagini sta subendo un grande disboscamento dall'inizio dei lavori della Pedemontana, la situazione potrà solo peggiorare....


addio bosco della Moronera


















Ringrazio per le foto il circolo locale di Legambiente.


Giorgio Barison

domenica 1 gennaio 2012

The Artist

George Valentin è un artista nel senso completo della parola, con orde di ammiratrici, un orgoglio insuperabile, una moglie acida, un maggiordomo tutto fare, tutto come i più classici dei divi. Peccato che il tempo passa anche per lui e così Valentin si trova da un momento all'altro "vecchio, antiquato, fuori moda", è un attore del cinema muto e non vuole per nessun motivo fare film sonori, tutto qui, come un luddista estremo, contro ogni tipo di evoluzione tecnologica. Da più alta tra le stelle di Hollywood si riduce a disoccupato, senza lavoro, mentre la nuova arrivata Peppy Miller, da lui scoperta, all'opposto tocca l'apice della celebrità.

Un film del 2011, anche se non sembra, è in bianco e nero, muto, solo didascalie in inglese con traduzione, gli unici suoni che si sentono sono risate e rumori di oggetti, film che sa di un'epoca lontana, Anni 20, ma che con un certo lavoro di analisi si può trasportato ai giorni nostri, dove l'evoluzione tecnologica rende vecchio ciò che fino ad un giorno prima era la moda, un'evoluzione che non lascia scampo. Jean Dujardin (George Valentin) è il protagonista assoluto con un'interpretazione straordinaria, coadiuvato da un simpatico cagnolino e da Berenice Bejo (Peppy Miller); le musiche di Loudovic Bource inevitabilmente sono protagoniste assolute di questo film, musiche caratteristiche degli anni 20 e 30, un clima ricco di malinconia.

"The Artist" ha ricevuto sei candidature ai Golden Globe, ed considerato tra i principali contendenti ai prossimi premi Oscar, è una produzione francese a basso budget, sarebbe davvero significativo se nel 2011 i maggiori critici dessero un segno premiando un film così fuori dagli schemi come questo.
Il 15 gennaio 2012 ha vinto tre Golden Globes per miglior commedia, miglior attore protagonista in una commedia a Jean Dujardin e miglior colonna sonora  a Loudovic Bource. "The Artist" è candidato a 10 premi Oscar, che saranno consegnati il prossimo 26 febbraio 2012 al Kodak Theatre di Los Angeles.

Voto: 8,5
Giorgio Barison