sabato 12 novembre 2011

Una nuova epoca


Silvio Berlusconi alle 21.42 di oggi si è dimesso dopo 1284 giorni, dalla carica di presidente del consiglio dei ministri. E' finito il governo, è finita probabilmente un'epoca del nostro Paese, dopo 17 anni.
Poche parole non voglio dilungarmi, da adesso con il governo Monti e con i futuri governi si dovrà ripartire davvero daccapo e provare a rimettere in sesto l'Italia, il nostro Paese, nel bene e nel male.

p.s. fino a domani si può festeggiare, che il 12 novembre sia una grande festa, sì per una fine, ma soprattutto per un nuovo inizio, un nuovo domani.

Giorgio Barison

Art. 4

Sì tutti oggi penserete è sabato pomeriggio, giorno di svago, in Italia inizia una stagione politica, io vorrei dare attenzione ad uno spettacolo teatrale a cui ho assistito ieri: "A cento passi dal duomo" di Giulio Cavali e Gianni Barbacetto.
Lo spettacolo ha voluto mostrarci la situazione della criminalità organizzata nel fiorente Nord, in particolare in Lombardia e a Milano, la mafia c'è, anche qui, non si può negarlo.
Spettacolo molto intenso, intervallato da brevi video con la musica sul palco di Gaetano Liguori alla pianola a creare un'atmosfera toccante.
Vi consiglio se vi capiterà l'occasione di vedere questo spettacolo, per capire la realtà a teatro, sì la realtà che deve essere conosciuta, nonostante i politici e i mezzi di comunicazione.

Art. 4

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

La seconda parte è stata oggetto di un'interpretazione da parte Giulio Cavalli, da me decisamente condivisa, ovvero che l'indifferenza è discriminata ed è dovere dei cittadini non essere indifferenti e stare attenti a ciò che ci circonda.

http://www.giuliocavalli.net/

http://www.teatronline.com/

Giorgio Barison

mercoledì 9 novembre 2011

Seveso, a che punto siamo?


Sì leggete bene , Seveso, mi piace seguire la politica che pi si può vedere da vicino, quella locale.
Anche a livello locale le cose non sono così semplici, a guidare Seveso è Massimo Donati, ( Pdl) che guida una coalizione composta da Pdl e Lega Nord, all'opposizione ci sono il Partito Democratico, con quattro consiglieri, un rappresentante della lista civica Sevesoviva e un rappresentante della lista civica "Lista civica per Seveso".
La maggioranza è divisa per numerose questioni: tre consiglieri del Pdl si sono smarcati da ormai diversi mesi dal loro partito e votano con libertà di coscienza, due anni fa due assessori del Pdl sono stati sostituiti per motivi poco chiari, la maggioranza regge grazie al voto di un consigliere eletto cono l'opposizione.
Le novità di ieri sera, ultima seduta dell'assise, e di oggi sono due e di grande peso politico, la prima, è passata con 5 voti a favore e 4 contrari la mozione con cui si intraprende un'azione un'azione disciplinare per accertare i motivi di tre assenze consecutive di tre consiglieri del Pdl, potremo dire il Pdl locale "ha sfiduciato" sè stesso, dovrebbe provocare alcune riflessioni questa votazione.
Secondo elemento da segnalare è che stamane è stata depositata la mozione di sfiducia verso il presidente del consiglio comunale Massimo Vaccarino, ( Pdl) a firma di sei, tutti, i consiglieri della Lega Nord e di tre su cinque consiglieri del Pd, mozione dall'alto valore politico istituzionale, secondo il mio punto di vista, non proprio un atto usuale in una giunta unita.
Il sindaco da oggi è più instabile e incerto di prima e dovrà, credo, tirare le fila e capire quanti consiglieri lo sostengono ancora dopo tutto quello che è successo di recente.

The day after


Oggi è il giorno dopo della mancata maggioranza del governo Berlusconi, ormai tutti sapete, ieri con 308 voti a fronte di 321 deputati che si sono astenuti, il governo non ha più la maggioranza qualificata.
Silvio Berlsuconi, dopo il colloquio con Napolitano, ha dichiarato che dopo l'approvazione della legge di stabilità si dimetterà. Questo pomeriggio Napolitano per rasserenare i mercati ha riconfermato che entro pochi giorni la legge di stabilità sarà approvata e ci saranno le consultazioni dopo le quali ci sono solo due possibilità: elezioni oppure un nuovo governo.

Dopo una lunga agonia forse siamo giunti al punto di non ritorno, Napolitano, uomo saggio ed esperto, sta gestendo la situazione al meglio, non protrarrà troppo a lungo questa stasi di governo, bisogna essere sicuri e certi e non perdere tempo, prendere le misure che servono dopo aver consultato tutte le forze politiche. Da non dimenticare che lo spread oggi è arrivato a più di 550.

lunedì 7 novembre 2011

Appesi ad un filo.


Appesi ad un filo, così si possono descrivere i sostenitori di questo governo Berlusconi e questo governo.
Sì, torno a parlare dell'attuale situazione politica, dopo circa tre settimane dall'ultima volta.
Dove eravamo rimasti? Ah sì, al governo che dopo essere stato sconfitto sul rendiconto dello stato due giorni dopo incassa l'ennesima fiducia con 316 voti.
Da allora era il 14 ottobre, le cose non sono migliorate anzi, la situazione è ancora più caotica, tra controlli da parte delle autorità europee sui conti italiani, voci di dimissioni di Berlusconi stamane, poi smentite, il governo greco di Papandreou che si dimette. In questo momento in Italia i partiti di opposizione ( Patito Democratico e UDC) ora sono più forti grazie anche alla migrazione di parlamentari del Pdl verso l'Udc o il gruppo misto, così facendo i numeri del governo sono sempre più incerti per alcuni sarebbe sotto la quota 316 della maggioranza qualificata.
Sono giorni convulsi questi, ricchi di consultazioni, di ipotesi ventilate e poi dimenticate, nel frattempo l'Italia nel pieno della crisi sta sempre peggio, il differenziale con i BTP tedeschi oggi è giunto a quota 487, dopo aver toccato il picco a 491, e dati di oggi in Italia vivono due milioni e duecentomila italiani under trenta che ne lavorano ne studiano.
Ma pensiamo a prossimi appuntamenti, domani mattina ci sarà la votazione sul rendiconto dello Stato, documento di fondamentale importanza, le opposizioni per senso di responsabilità sarebbero orientate per l'astensione, ma decideranno domani mattina; sarà l'ennesima prova di un governo che ha i numeri sempre più risicati, sarà una lotteria domani e nei prossimi giorni, giovedì ci dovrebbe essere il voto sulla legge di stabilità.
Oggi le dimissioni del premier di Berlusconi sono vicine, sembra, ma non bisogna cantar vittoria la crisi c'è e rimarrà, bisognerà chiamare a guidarci le persone adatte, non solo politici, a questo compito.

venerdì 4 novembre 2011

Alluvione a Genova


Sì, tutti oggi ne hanno parlato, ma credo che un piccolo spazio lo possa dedicare anch'io nel mio blog, mi riferisco al nubifragio che ha colpito oggi Genova.
Un pensiero, un ricordo, ma senza i toni esagerati dei mass media.Genova e i comuni limitrofi hanno adesso bisogno di aiuto economico e non solo, c'è il numero con cui donare due euro con il numero 45500, da tutti gli operatori telefonici mobili e fissi e il numero per le emergenze del comune di Genova 800-177797.
In breve quello che è successo oggi, a Genova dalle prime ore del mattino ha piovuto con forte intensità, ben 500 millilitri di pioggia in poche ore, tanto che la città è stata sommersa dall'acqua, numerosi fiumi e torrenti sono esondati, come il Fereggiano, il Bisagno e lo Stura.
La città di Genova è in diversi quartieri paralizzata, scuole chiuse, stazioni chiuse, tutto si è fermato. L'aspetto peggiore dal punto di meteorologico è che nelle prossime 72 sono attesi altri 500 millilitri di pioggia e fino a martedì non si prevedono miglioramenti.
Hanno persona la vita sei persone: quattro donne e due uomini, rimasti annegati per la forza bruta della pioggia caduta.

Genova rialzati, siamo tutti con te.

Doniamo 2 euro al 45500 per aiutare Genova e le zone colpite dall'alluvione.

Giorgio Barison

martedì 1 novembre 2011

La Palestina è uno stato?


Si il titolo è quello, "la Palestina è uno stato?", con un punto di domanda, perché tutto questo?, tutto ciò dal momento che ieri a Parigi presso la sede dell'UNESCO, la Palestina è entrata a far parte come 195° Paese membro dell'agenzia culturale dedita all'educazione, alla ricerca e alla promozione della cultura dell'ONU. Questo è un evento, da ogni lato lo si guardi carico di significato.
La votazione nel dettaglio è andata così 102 Paesi a favore ( tra cui la Francia), 52 Paesi astenuti ( da segnalare l'Italia) e 14 contrari, con la presenza importante degli Usa, mostrando una chiara spaccatura nei Paesi occidentali e tra i Paesi dell'Unione Europea.
E' la prima volta che la Palestina è riconosciuta come stato da parte di un'agenzia internazionale, questo apre le porte ad un futuro ingresso nell'Onu come membro osservatore, anche se gli Usa porranno, molto probabilmente, il veto ad ogni possibile ingresso della stessa Palestina, gli Usa secondo una legge del 1990 hanno immediatamente tagliato i fondi per l'Unesco data la presenza della Palestina, per sessanta milioni di dollari.
Due le riflessioni su cui vorrei far luce: l'astensione dell'Italia e il riconoscimento di uno stato che per ora esiste solo per l'Unesco. la Palestina.
L'Italia ieri ha preferito, tramite il suo rappresentante astenersi, ritenendo questa la sede quella meno adatta per un giudizio politico sulla Palestina. A mio avviso sarebbe stato meglio prendere in ogni caso posizione, netta per il sì o per il no, come hanno fatto la Francia, per il sì e la Germania, per il no. A livello internazionale la posizione italiana appare quantomai troppo incerta al momento.
Dall'altra parte questo riconoscimento adesso apre un fortissimo dibattito in Israele e non solo a proposito del processo per la costituzione dei due stati indipendenti, sarà più complicato adesso? più agevole? sicuramente lo status quo ora è diverso.
Un passo in avanti è stato fatto, almeno da una branchia dell'Onu è stata riconosciuta la Palestina, mi auguro sia un primo passo per un riconoscimento globale.

Giorgio Barison